Italia - Libertà limitate
Questa volta scrivo in italiano. Non appena trovo il tempo, faccio una traduzione.
Non ho nemmeno il tempo di mettere immagini, foto, commenti sarcastici o una forma aulica per esprimere il mio disgusto.
I motivi che mi spingono a scrivere sono due fatti di cronaca, uno noto, quello del caso Englaro, l’altro più subdolo e nascosto, che è quello dell’articolo 50 bis della legge 733.
Il primo caso è noto, e mi chiedo semplicemente: ma se il governo (con l’opposizione che fa da appoggio in questo caso) è così veloce a leggiferare in così poco tempo contro una risoluzione giuridica che è dovuta andare a colmare un cratere legislativo, mai affrontato per anni, allora che cazzo hanno fatto fino ad adesso? Magari se fossero stati così veloci su altre cose, non avremmo tutti sti problemi in italia.
Con tutto il rispetto per la sorte della famiglia Englaro, ma forse la crisi economica e milioni di famiglie che rischiano di perdere vitto e probabilmente alloggio, ha un peso decisamente rilevante sulla sorte di una donna in coma da anni che aveva (come certificato dai giudici) espresso il desiderio di NON vivere come l’hanno costretta a vivere negli ultimi anni.
Lasciatela morire in pace, perdinci. Se non capite che la morte fa parte del ciclo naturale della vita, quelli contro natura siete voi.
Se c’è, come voi dite, un Dio nell’ infinito, guardatevi nel cuore, l’ avete già tradito.
Perchè? perchè se davvero esiste un Dio, allora l’accoglierà tra le sue braccia, ed il posto in cui sta andando a finire è decisamente di dove siamo noi ora.
Se invece siete dei materialisti:
Voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali.
e ritenete questa vita, l’unica cosa che abbiamo, non essendocene un’altra dopo, allora perdonatemi, non avete capito un cazzo. Far campare una donna che non ha più coscienza, in coma per oltre 15 anni, non è vita. E’ accanimento. E se la chiamate vita, voi non avete idea di cosa sia la vita.
In Italia, un essere umano, non è neanche libero di morire come vuole.
Il riferimento del secondo punto di quanto sto scrivendo lo trovate al seguente link di Punto Informatico.
Nel disegno di legge 733 è presente l’articolo 50 bis Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet, sotto forma di emendamento proposto da Giampiero D’Alia, che recita le seguenti parole:
1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.
3. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l’effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l’attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministro dell’interno con proprio provvedimento.
4. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dell’interno, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.
5. Al quarto comma dell’articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: “col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda”.».
Le conseguenze di questo emendamento sono, tra le altre cose, come chiarisce l’articolo di punto informatico, che gli ISP diventano corresponsabili del reato.
La cosa che mi fa infuriare, mi deprime e mi lascia perplesso, è l’atteggiamento e la direzione che ha preso l’Italia, dove invece di andare ad intervenire sul crimine e o atti criminali con gli organismi preposti al controllo e alla prevenzione, si demanda a terzi la responsabilità, scaricando su di essi solo gli oneri.
Il problema clandestini viene affrontato obbligando ospedali e medici a denunciare i clandestini che come pazienti si presentano da loro
In edilizia si demandano controlli fiscali di un’impresa, al committente.
Ora nel mondo informatico, l’eventuale reato di opinione o di apologia di reato, viene demandato agli ISP, che dovrebbero oscurare e filtrare le pagine incriminate.
Mi vengono in mente le seguenti considerazioni, così a casaccio:
- Se passa la legge, allora i siti di repubblica, corriere della sera (tanto per citarne due) e tutti quei giornali che hanno riportato le parole dei “cattolici” che hanno invitato a NON rispettare la norma sulla denuncia dei clandestini, dovrebbero oscurare quegli articoli: di fatto stanno pubblicando un’invito all’eversione ed a commettere un reato in barba alle leggi italiane
- Ugualmente non dovrebbero essere pubblicati articoli in cui sempre i “cattolici” dicono che l’uomo è superiore alla legge: in sostanza un altro chiaro invito a non rispettare la legge se la si ritiene ingiusta
- Un’altra conseguenza sarebbe quella di spostare il proprio sito altrove, fuori dai confini italiani: in tal modo non violo nessuna legge (o meglio, magari la violo anche, ma non rischio di essere censurato e non metto l’ISP nella spiacevole situazione di dover intervenire), peccato che tolgo del lavoro agli ISP italiani
- Il fatto che sia discrezionalità del ministro intervenire o meno, che vuol dire? come gli gira al mattino? come ha fatto colazione? Le leggi dovrebbero essere chiare, non vaghe, non discrezionali, eccheccazzo. Se mi fosse oscurato un articolo, e faccio aprire un processo sulla cosa, sai che bordello per il giudice di turno andare a capire quale principio applicare in questo caso? Il ministro è ministro, mica giudice imparziale: ci sarà un motivo se potere giudiziario e legislativo sono separati. Non credo che sia lecito unirli con un articolo del genere (o come nel caso Englaro leggiferando per andare contro una decisione di un giudice)